Ricordare William Shakespeare ai suoi 400 anni dalla morte prendendo una delle sue commedie più riuscite, trasportandola nella Germania del 1933. Questa è la regia di Ilaria Testoni, con l'adattamento di Glenda Ray, Come vi piace, in scena al teatro Arcobaleno dall'11 al 29 maggio.

Un'idea interessante, un incastro riuscito, una riflessione intelligente. Otto personaggi (Mauro Mondolini, Laura Garofoli, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Barbara Lo Gaglio, Roberto Di Marco, Michela Giaboni, Paolo Benvenuto Vezzoso) che creano quattro coppie di innamorati, attraversando l'amore non corrisposto, l'amore sofferto, gli ostacoli insormontabili, e spesso auto-imposti (come spesso accade con Shakespeare). L'amore è folle e trasforma, benda e trascina gli uomini. Intanto attori e artisti lottano contro il Nazismo, assecondando le sue imposizioni, che a lungo andare diventano troppo strette per resistere e la fuga è l'unica possibilità. Intanto un uomo “mezzosangue” perché di madre ebrea, cerca aiuto nel fratello accecato dalla nuova dottrina. C'è la direttrice del teatro che vuol trasformare quel posto in un luogo di lotta e c'è il cabaret, il dietro e avanti le quinte, la poesia e la durezza del tedesco. La libertà e l'umiliazione, la famiglia e il potere.

Il palco è un camerino e il proscenio è il palco, queste zone sono separate dalla luce che illumina l'una oscurando l'altra. I passaggi da luce a buio danno il cambio scena dove il pubblico libera i suoi applausi.

Il capocomico con il volto bianco è divertente e tragico, cerca di essere da guida per gli altri, ma la paura e il disgusto gli segnano il viso. Le due attrici sono due complici, sensuali e giocose, come due sorelle l'una indirizza l'altra. Tra il serio e il faceto giocano a innamorarsi e la finzione diventa realtà, proprio come insegna Come vi piace “Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate; e un uomo nel suo atto interpreta diverse parti

Il ritmo dello spettacolo a volte rallenta, come la scena del travestimento di due innamorati che viene portata troppo per le lunghe. Le parole a volte hanno difficoltà a prendere forma nei corpi degli attori. Ci sono però casi di eccezione, come l'ammirevole interpretazione dell'assistente, comico in quanto fallimentare, non ne indovina mai una, è clownesco, ma vero, ha fede nella vita e speranza nell'amore. Il suo muoversi comunica sempre qualcosa e meraviglia la scena del suo tentativo di recitare davanti un pubblico, col suo tentennamento, le sue smorfie, balbetta, finché non chiude gli occhi.

Una prova di attori che indirizza i non professionisti a confrontarsi col teatro trattando il rapporto tra realtà e finzione, tra gioco e verità, tra opera classica e adattamento moderno, promossa dalla Compagnia Mauri Sturno.

 

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