Ha compiuto in questi giorni 70 anni di età la leggenda musicale di David Gilmour. Nato a Cambridge nel 1946, lo storico chitarrista e cantante dei Pink Floyd, ha regalato alla musica mondiale oltre 50 di attività, tra rivoluzioni e grandi successi, nonostante la travagliata storia del gruppo. Tuttavia la figura di Gilmour non si può inquadrare solo nell’ambito dei Pink Floyd, anche se ciò non è poco. Il chitarrista nel tempo dedicato al di fuori della band ha lavorato come produttore discografico per molti nomi importanti della musica internazionale, senza tralasciare attività di beneficienza e anche una carriera da solista.

Nell’alienante e alienato mondo dei Pink Floyd, fin da subito Gilmour ha dimostrato le sue doti artistiche, riuscendo a inserirsi alla perfezione come quinto membro, quando il gruppo era già in corsa. Un compito certamente arduo, prima affiancando Syd Barrett e poi sostituendolo progressivamente, al subentrare di gravi problemi personali che hanno portato Barrett a lasciare il gruppo nel 1968. Gilmour così da vita insieme con Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason, a quella che è stata l’era più prolifica del gruppo. Base di questo successo è senza dubbio Atom Heart Mother, uno degli album più iconici e faticosi, del gruppo, caratterizzato nella sua sregolata genialità da due tracce maggiori: Atom Heart Mother, di 24 minuti e Alan’s Psychedelic Breakfast, di 13 minuti. Da qui in poi la strada dei Pink Floyd è spianta anche se, dopo The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here, Roger Waters prende sempre di più il controllo sulla band. Anche questo ha spinto Gilmour a voler cercare più spazio per le sue idee, pubblicando nel 1978 David Gilmour, il suo primo album da solista. Da questo punto in poi le due carriere di Gilmour, da solista e nel gruppo, iniziano ad avvolgersi, trovando come unico punto di stabilità il brano Comfortably Numb, considerato da più parti come uno dei successi più grandi dei Pink Floyd.  Nonostante questo l’album in cui è contenuta la traccia, il mitico The Wall, segnò un punto di svolta negativo nei rapporti con Waters. In particolare con l’uscita del successivo The Final Cut, in cui quest’ultimo si impone come autore e voce in tuti e 12 i pezzi. Solo pochi anni dopo però, Waters stesso lascia il gruppo, che continuerà a lavorare grazie all’impegno di Gilmour e Mason, affiancati nuovamente da Wright. Nasce quindi nel 1994 l’album The Division Bell, con oltre 12 milioni di copie vendute nel mondo.

Molto altro si potrebbe dire degli oltre 50 anni dell’attività di Gilmour, un vero e proprio punto di riferimento nel mondo della musica, in grado di incantare con le sue sonorità almeno due generazioni. Con i Pink Floyd, pubblica nel 2013 l’ultimo album del gruppo, The Endless River. Infine il 18 settembre scorso Gilmour torna al suo lavoro di solista, con Rattle That Lock, non deludendo le attese dei fan. Nonostante la chiusura del capitolo Pink Floyd, la carriera di Gilmour prosegue nella sua casa galleggiante lungo il Tamigi, seguendo la strada segnata dai Pink Flody e diretta verso il Lato Oscuro della Luna.

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