L'album ‘Cervino’ di Caso è stato pubblicato nell’ormai dimenticato 2015, ma è indiscutibilmente un attuale prodotto dell'indie italiano.

Andrea Casali, in arte Caso, ha presentato un disco introspettivo il cui intento è quello di mostrare che ognuno dei protagonisti delle storie che ci racconta ricerca (e forse lo raggiunge anche) il proprio Cervino: la montagna che Bonatti nel 1965 ha scalato in solitaria e in condizioni che sembravano impraticabili per l'uomo.

Caso ci racconta le imprese quotidianamente eroiche di uomini comuni.

Il disco si apre con ‘Blu elettrico’ brano che narra la solitudine che, un uomo fuori luogo e fuori tempo rispetto società in cui vive, si impone. Il protagonista ci mostra lo scorrere del mondo  e al tempo stesso la sua immobilità.

‘Stanze buie’ è un pezzo enigmatico in grado di raccontare la sessualità vissuta con vergogna, timore.

Poi ‘atletica leggera’, un' esplosione di ricordi, mostra la consapevolezza che gli errori commessi sono le esperienze che ci hanno permesso di crescere.

‘Santo patrone’ è la perfetta descrizione di un paesino che non è quello che vorremmo, la vita di provincia e tutto quello che essa comporta.

‘Occhio di bue’ è la nostalgica evocazione di un passato di leggerezza e inconsapevolezza, un’età in cui ‘senza copione ci siamo detti tutto'.

Il primo singolo tratto dal disco è la quinta traccia di ‘Cervino’ e si intitola ‘Nettuno’. E’ un pezzo che sottolinea come ci si possa sentire ‘l’unico essere terrestre nella stanza’. Il protagonista si sente come Nettuno: l’ottavo e il più lontano pianeta dal sole.

La traccia numero  sei possiamo definirla una canzone di formazione, il giovane ‘Lario' si ripromette di ‘vivere fino in fondo’  l’ultima estate prima di diventare definitivamente un uomo.

‘Denti i di ferro’ è l'ennesima rievocazione che però si concentra su un piccolo particolare: un rimpianto intorno a cui si sviluppa il testo della canzone.

‘Buste’ rappresenta come la vita spesso possa essere paragonata alle buste della spesa che si rompono puntualmente nei momenti di difficoltà. È la rappresentazione di un presente non adeguato alle aspettative,  un' eterna bugia su cui si è costruito tutto quello che adesso rimane.

‘Pressione alta’ esamina la situazione  di ‘chi è fermo da tempo a considerar le colpe ad analizzare tutto ciò che non è necessario’ e che, immerso in questa situazione, non si accorge dei cambiamenti che avvengono intorno.

L'ultimo brano dell'album ‘Fm’ pone l'attenzione sulla radio che fa da sottofondo ad  una storia d’amore ormai finita di cui vengono ricordati, con un nostalgico sorriso, i momenti più belli vissuti nell'abitacolo. Raccontata con la certezza che, nella radio come nella vita, ‘non si può schiacciare replay’.

 

Il disco prodotto da Caso, Riccardo Zamboni e Andrea Cajelli è la dimostrazione che siamo tutti un po' Bonatti che in cima alla vetta del Cervino abbraccia la croce che ‘anche se ha un'anima di ferro sembra umana’.

 

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