Grazie all'Orchestra Italiana del Cinema è stato possibile vedere uno dei più celebri film di Charlie Chaplin, La febbre dell'oro (The gold rush), in una versione mai vista prima. La prima pellicola girata da Chaplin risale al 1925 ed era priva di accompagnamento musicale, dotata solo del testo. Sarà nel 1943 che l'autore penserà a far scrivere a M° Timothy Brock una base musicale adatta, scegliendo quindi di eliminare le parole.

Sabato 7 novembre, per festeggiare il 90° anniversario di The gold rush, è stata proiettata la pellicola originale del '25, restaurata dalla Cineteca di Bologna, accompagnata dai componimenti scritti da Brock, diretti da Christian Schmann, maestro dell'orchestra italiana del cinema, che grazie al talento proprio e dei musicisti ha accolto un applauso di più di due minuti.

La febbre dell'oro è uno dei film più conosciuti, dove troviamo un Charlie Chaplin clownesco e malinconico, vispo e curioso come un arlecchino senza maschera, che non cammina, ma saltella, che se è felice sale in verticale sul letto e mette a soqquadro casa; tutto è un gioco e la fame si può fermare cucinando una scarpa e facendola sembrare una fiorentina accompagnata da dei lacci-spaghetti. Sarà solo il turbamento dell'amore a stravolgere il protagonista, facendogli conoscere la sofferenza, la delusione e l'abbandono, per poi finalmente donargli la felicità e il successo.

Questo film permette di conoscere la preparazione dell'attore del film muto, non solo interprete, ma ideatore delle proprie gag, acrobata, mimo e a volte compositore (Chaplin stesso infatti scrisse la musica di Charlot Soldato).

 

La musica non è solo un accompagnamento all'immagine, sta a scandire la storia, regolando i ritmi scenici, suggerendo gli stati d'animo dei personaggi, seguendo il crescendo delle idee che diventano azioni, dando voce alla paura, all'angoscia, alla felicità e all'eccitazione. Aiuterà a riconoscere le scene che si ripropongono come topoi dei personaggi e pilastri del film, incalzerà gli spettatori a emozionarsi, a ridere o piangere.

 

L'appuntamento è stato ripetuto domenica 22 novembre alle 11.30 e alle 18.00 con Charlot Soldato (1918) e L'Emigrante (1917). 

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