La violazione dei diritti umani, le incarcerazioni arbitrarie, le torture e gli abusi che Amensty Internation denuncia nella prigione di Guantanamo sotto gli occhi passivi della comunità internazionale saranno uno dei temi che si toccheranno nella prossima edizione del Foro Sociale del Rototom Sunsplash.

Il giornalista e cameraman di Al Jazeera Sami Al-Hajj, incarcerato per sette anni nella base navale che gli Stati Uniti possiedono a Cuba, racconterà la sua esperienza nel dibattito dal titolo “Prigionieri a Guantanamo” (martedì 18), al quale parteciperà anche il presidente di Amnesty International in Spagna Alfonso Sánchez Ramírez.


 

Direttore del Centro Al Jazzera dei Diritti Umani e della Libertà Pubblica (Qatar), Sami Al-Hajjfu trattenuto nel 2001 mentre lavorava e incarcerato a Guantanamo dove vi rimase per sette anni. Alla fine, dopo 480 giorni di sciopero della fame, venne liberato il 1° maggio 2008.

Membro della direzione dell’Internation Press Institute, è inoltre docente di un dottorato presso l’Università di Khartoum in Sudan dove tiene lezioni sul ruolo dei mezzi di comunicazione nel momento in cui si devono difendere i diritti umani. Dopo la sua liberazione, ha denunciato in numerose occasioni davanti ad istituzioni come le Nazioni Unite, la situazione di abbandono e abuso che soffrono i prigionieri di Guantanamo.

Alfonso Sánchez.

Dal canto suo Alfonso Sánchez, eletto nel 2014 presidente di Amnesty International, iniziò la sua collaborazione con la suddetta organizzazione nel 2006 e ha realizzato azioni in diversi ambiti quali la formazione, l’educazione in diritti umani e la comunicazione. Ha supervisionato inoltre diverse aree di lavoro dell’organizzazione come, ad esempio, gli interventi a favore di persone migranti o delle vittime di violenza da parte dello Stato o di gruppi armati.

Per quanto riguarda Guantanamo, l’origine della base militare risale alla guerra della Spagna contro gli Stati Uniti alla fine del XIX secolo. Sebbene alla fine del XX secolo sia stata usata per rinchiudere rifugiati haitiani e anticastristi cubani intercettati in mare, dopo gli attentati dell’11 settembre l’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ordinò di utilizzarla per incarcerare i detenuti accusati di legami con Al-Qaeda ed i talebani.

Nonostante il suo successore, Barack Obama, si sia impegnato a chiudere Guantanamo nel gennaio 2013, il fatto evidente è che la prigione continua ad essere attiva.
 

Leave a comment