Abbiamo intervistato la presidente dell’organizzazione MCR Art Factory e direttore artistico della compagnia La Maieutica Carmen Rizzello, in occasione dello spettacolo presentato al Teatro Trastevere: Femme Letale. In scena dal 4 al 7 maggio, Natascia Bonacci ha scritto e diretto la storia di quattro donne vittime di violenza nell’arco di quattro secoli.

 

DELIRADIO: Come è nata l’idea di viaggiare nel tempo?

Carmen: Tutto parte da una storia abbastanza contemporanea e autobiografica (si tratta del personaggio di Elvira, la tata della nostra regista), ci troviamo intorno al 1960. Poi abbiamo fatto un excursus a ritroso nel tempo, fino ad arrivare al ‘600 con la storia di una strega che faceva sacrifici umani, uccideva dei bambini e quant’altro.

Il tempo era quello che era e le storie erano quattro. Abbiamo cercato di coprire più anni possibili.

DELIRADIO: Il primo personaggio di Denise subisce la storia, mentre l’ultimo, Elvira, si ribella: si cerca un ricatto storico e sociale attraverso le loro storie?

Carmen: Denise è vittima dell’uomo che la manipola, torturandola fisicamente e psicologicamente, fino a portarla a uccidere la figlia.

Noi cercavamo storie di donne che hanno ucciso, concentrandoci nell’ultima fase su situazioni in cui si riesce ad avere un minimo riscatto. Noi aderiamo all’iniziativa delle Scarpette Rosse, che sono il simbolo di femminilità contro la violenza sulla donna. Infatti alle attrici noi facciamo togliere le scarpette, perché metaforicamente “non sono degne di portarle”. Un messaggio contro la violenza sulle donne.

DELIRADIO: Come viene raccontata la violenza sul palcoscenico? Attraverso l’allegoria o il realismo?

Carmen: È una narrazione dal punto di vista tecnico, anche se le attrici si trovano a interpretare sei/sette personaggi alla volta. Sono quattro monologhi, l’attrice è sola in scena. Aiutate da immagini proiettate e da musiche si sottofondo.

DELIRADIO: Si parla del rapporto tra vittima e carnefice?

Carmen: In quasi tutte le storie, tranne forse la prima, si parla di questo rapporto, attraverso la narrazione delle donne.

 

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