Domenica sera, all' Alcatraz di Milano, I Cani hanno creato un'atmosfera soffusa e mandato a casa tutti i presenti con l'adrenalina in circolo. Hanno raccontato le storie di una generazione che era lì finalmente pronta ad ascoltarsi ma, soprattutto, a mostrarsi.

 

Il tour, composto soltanto da tre date, ha fatto sold out a Milano e Roma.

 

La serata è stata aperta da Calcutta che ha reso il luogo intimo facendo scatenare la folla  su 'Gaetano', cantata a squarciagola da tutti, e poi su 'Che cosa mi manchi a fare'.

 

I Cani sono entrati in scena prorompentemente con 'Baby soldato' e hanno accesso il pubblico che non si è spento nemmeno dopo l'ultimo pezzo 'Lexotan' che ha fatto alzare a tutti le braccia verso il cielo e perdere la voce. Non ci sono stati intermezzi e la serata è stata un flusso continuo di musica.

Brani del nuovo album 'Aurora' sono stati mescolati con le canzoni storiche della band come ‘Le coppie’, ‘I pariolini di diciott’anni’ e ‘Velleità’.

Canzoni temporalmente così distanti ma con delle tematiche comuni che mostrano le vite di una generazione.  Sconosciuti che, per una sera, si sono ritrovati insieme ad urlare i momenti della propria quotidianità.

Ed I Cani sono riusciti con una disarmante semplicità  a sbattergli in faccia i loro vizi e i loro difetti facendoli sentire una cosa sola.

 

Perfetti estranei che hanno gridato all’unisono: “Cercherò di ricordare che nonostante tutto c'è la nostra stupida, improbabile, felicità.”.

E si sono salutati con il sorriso sulle labbra, le gambe molli, la voce rotta e una gran voglia di avere un bis.

  

Leave a comment