Dal 24 gennaio 2015 gli studi cinematografici romani di Cinecittà ospitano una nuova esposizione intitolata "Girando a Cinecittà". Ideata dal movimento Cinecittà si Mostra, va ad affiancarsi ai percorsi già esistenti negli edifici degli studios, "Perché Cinecittà (1935-45) e Backstage – Un Percorso Didattico Per Cinecittà".

A differenza dei due già esistenti, il primo di carattere storico ed il secondo più tecnico, "Girando a Cinecittà" nasce dall'esigenza di raccontare i primi settanta anni di storia del cinema (dal '37 agli anni '90) attraverso oggetti, documenti e testimonianze degli stessi protagonisti.

Gino Basile, inviato di Deliradio, ha partecipato alla presentazione della mostra alla stampa del 23 gennaio, intervistando Luigi Abete, presidente di Cinecittà Studios, e Giovanni Licheri, curatore dell'evento assieme ad Alida Cappellini.

"Questa seconda mostra, dopo l'evento di due anni fa con Perché Cinecittà (1935-45)" - introduce Abete -, "è concentrata sulla storia degli Studios, sui film realizzati qui, sulle esperienze vissute. Questo avviene in un periodo particolarmente positivo per il cinema italiano che, grazie alla nuova normativa che ha ridotto le distanze fra l'Italia e l'Inghilterra, sta riportando a Cinecittà le produzioni internazionali. In questo momento, ad esempio, si sta per girare il remake di Ben Hur".

Così Cinecittà si apre sia ai produttori cinematografici che ai cittadini, per permettere loro di visitare, conoscere ed immergersi nel mondo del cinema.

"Il 2015 è l'anno in cui i due obiettivi – il ritorno di grandi produzioni internazionali e l'apertura al pubblico - possono essere perseguiti insieme. Soltanto insieme, perché se così non fosse ci sarebbe il rischio di non raggiungere il massimo dei risultati in termini di redditività e di attrattività. Siamo fiduciosi nel 2015, perché possa essere un anno positivo per entrambe le aree di sviluppo".

"La mostra" – spiega il curatore Licheri - "è un percorso emozionale attraverso le tappe che hanno reso famosa Cinecittà".

Si parte dal periodo che va dal '37 al '43, epoca legata a Mussolini. Fu lui a voler creare degli studios che figurassero fra i più importanti d'Europa e del mondo. In quel momento c'era Hollywood, Babelsberg in Germania e poi Cinecittà. Questo è il periodo dei telefoni bianchi e dei film di guerra, che esaltavano le imprese del regime.

Nel '43 Mussolini trasferì tutto il mondo del cinema da Roma a Venezia e Cinecittà diventò campo profughi.

Si attraversa così il il neorealismo, per arrivare agli anni 50. Da qui parte il trionfo degli studi romani, con le produzioni americane dei film mitologici, cosiddetti peplum. In questo periodo Cinecittà acquisisce tanta rilevanza da meritare la denominazione di “Hollywood sul Tevere”.

Si prosegue con la nascita della commedia italiana, quella dei grandi registi e dei grandi autori, per affrontare il periodo degli spaghetti western.

Successivamente si racconta il periodo degli anni 60, coi Soliti Ignoti, Totò e la sua filmografia, fino ad arrivare ai grandi autori degli anni 70-80, con Pasolini, Zeffirelli e una generazione di grandi registi che rese celebre Cinecittà.

A sublimare il tutto c'è uno spazio dedicato a Sergio Leone e ai suoi western, carichi di contenuti, molto più raffinati ed intellettuali dei classici western all'italiana, che si conclude col suo capolavoro C'era una volta in America.

Tutto questo viaggio si ripercorre attraverso filmati, fotografie, costumi (curati da Nicoletta Ercole) e ricostruzioni scenografiche.

Un evento suggestivo, che ripercorre attraverso le scene, i protagonisti, le dive e la storia del nostro cinema, ma anche la nostra cultura, il nostro passato, i nostri sogni.

Una mostra da visitare senza esitazione, per ricordare e dimostrare ai cittadini italiani, e non solo, che Cinecittà non ha nulla da invidiare alla tanto acclamata Hollywood.

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