In occasione dell'anteprima-evento organizzata dalla Fondazione Veronesi per una raccolta fondi destinata a giovani scienziati, Deliradio ha partecipato alla proiezione di Irrational Man. Per gli appassionati di Woody Allen è stato un momento amarcord.

Abe Lucas (Joaquin Phoenix), professore di filosofia, si trasferisce a Braylin, nel piccolo college sulla East Coast, all'apice della sua depressione. Gli fanno compagnia una fiaschetta di whisky e la scrittura di un libro che non riesce a finire. Qui incontrerà Jil Richards (Emma Stone) una studentessa modello, appassionata delle teorie del nuovo insegnante, con la quale si legherà in un rapporto intenso e ambiguo. Lei lascerà il ragazzo storico Roy ( Jamie Blackley) e lui ritroverà un senso alla sua vita. Non sarà però l'amore a ridargli energia e nuova ispirazione per scrivere, bensì la scelta di rendere il mondo un posto migliore commettendo un omicidio. I due, origliando per caso un discorso in un bar, capiscono che c'è un giudice corrotto che sta lasciando in adozione una bambina al padre negligente, mentre la madre ne sta soffrendo. Da qui Lucas inizierà a maturare il suo piano.

Torna anche in questo film un focus sui rapporti di coppia e su quello che gli uomini farebbero per realizzare i propri desideri, come Crimini e Misfatti e Match Point. Woody Allen ha dimostrato in tutta la sua carriera un interesse sconfinato per la filosofia, ma mai finora chiamandola come protagonista assoluta. Lucas si assolve da ogni colpa trovando nel pensiero esistenzialista una propria verità. Quello che si evince è una mancanza di connessione tra il mondo delle idee e quello empirico. Un uomo tanto intelligente e dotto, che insegna ai suoi allievi come spesso la filosofia è un vuoto parlare che non risponde alle domande della vita reale, perde i contatti con la realtà e per riallacciarsi alla vita sceglie la morte di un altro.

Phoenix aderisce perfettamente al suo personaggio, mostrandone tutti i livelli della fragilità mentale. La fisicità robusta e piena contrasta fortemente con la debolezza psicologica di un uomo che ha problemi di erezione, dipendenza da alcool e distacco dalla realtà. La sua dualità si risolverà nel progressivo oscuramento dell'uomo e svelamento della bestia.

“Credo molto nella casualità senza senso dell'esistenza” è la frase di Allen che più descrive il film. Essa tende verso un fine, stavolta meno cinico e spietato per la fortunata Emma Stone. Il suo personaggio entra presto nelle simpatie del pubblico, sembra essere stato tagliato su misura per l'attrice che illumina lo schermo. Al secondo lavoro con il regista, è la nuova Scarlett Johansson.

L'idea della trama è originale e riesce a mantenere l'attenzione alta con colpi di scena e una ricca introspezione psicologica, retta da continui dialoghi e monologhi del protagonista.  Tuttavia, nella parte finale perde un po' vigore, le parole diventano più importanti delle azioni, assopendone l'interesse. Il ritmo rallenta e si riconosce l'inconfondibile Allen che vuol illustrare la propria visione del mondo, mentre salta qualche vite dell'ingranaggio, danneggiando la macchina filmica.

 

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