Maurizia Grossi, l’attrice di teatro genovese, entra nello studio radiofonico di Deliradio il 25 maggio 2014, invitata da Pantarei, la trasmissione del lunedì dopo pranzo. Elegante, avvolta da un abito rosso vintage, Maurizia Grossi si presta a una chiacchierata informale e intensa, fatta di curiosità e passione per il teatro. Durante l’intervista l‘ospite svela curiosità sul suo passato e la sua passione per il teatro.  Decide di parlare ai nostri microfoni del suo nuovo spettacolo teatrale.” Couples” in scena dal 18 al 30 novembre al Teatro Tor di Nona a Roma.

Come hai iniziato?
Il mio percorso teatrale inizia realmente la sera in cui mio padre, che mi aveva dato un ultimatum, mi dice: ”Vengo  a vederti a teatro, ma se non hai talento non se ne fa nulla!” Al termine della recita, una pièce teatrale di Ionesco, viene da me, mi abbraccia e dice: ”Brava!”. La mia famiglia ha avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione, non mi ha mai ostacolato, mi ha sempre sostenuta. Mio padre e mia madre sono stati per me figure fondamentali, lei in particolare è stata la mia icona di stile e il mio critico più severo. Non è mai mancata a una mia prima. Ho avuto anche il sostegno del ramo “milanese “della famiglia, Lazia Isabella e suo figlio Filippo.

Com’è stato avere un grande mattatore dello spettacolo come Vittorio Gassman per insegnante?
Vittorio è stato un grande maestro, un uomo di talento, seduttore, ma anche molto timido! Cercava sempre compagnia, non amava mangiare da solo, a cena cercava persone amiche. Ricordo una volta, dopo le prove, eravamo tutti assieme al ristorante e lui mi guardò e mi disse: “Quando Maurizia sorride è come se si fosse spogliata la Madonna.“ Non ho mai capito se fosse stato un complimento. Un uomo introverso ma straordinario, amava sedurre le donne, ma le sposava“.

Oltre a Gassman, hai avuto il piacere di lavorare con Giorgio Albertazzi, quali sono le differenze fra questi due grandi maestri?
Gassman aveva sicuramente più metodo ed era più timido, Giorgio un uomo passionale, ingenuo, estroverso, sempre circondato da donne, anche lui un seduttore, ma in maniera diversa, più giocosa, diretta.”

Hai un aneddoto divertente da raccontarmi?
Mi ricordo il debutto di Ecuba al Lirico di Milano, la protagonista era Adriana Innocenti, che impersonava la regina, lei era una bella donna. Bassa e per apparire più slanciata volle indossare dei coturni (una sorta di zeppa da 12 cm). Durante lo spettacolo Adriana doveva indietreggiare sul declivio del suo trono e noi dovevamo sostenerla con la mano, ma il caso volle che sulla battuta di Menelao “ Basta vecchia!” lei perse l’equilibrio e cadde suscitando risate in platea. Al termine dello spettacolo ci convocò in camerino gridandoci di tutto!

Hai una curiosità piccante da condividere?

Corrado Pani mi chiamò alle undici di sera dicendomi che avevo superato il provino e invitandomi a cena. Oggi non accetterei. All’epoca ero ingenua e accettai. Arrivai con abito da sera e chignon e mi portò in un ristorante lussuoso sulla collina Fleming. Non toccai cibo per l’agitazione, al termine arrivò la proposta indecente, al mio no, mi ritrovai appiedata alle 2 di notte sul Lungotevere: un vero gentiluomo!

Mi hai confidato che, nonostante il mondo del teatro sia ricco di competizione, hai avuto più solidarietà dalle tue colleghe che dagli uomini. Una grande eccezione nella tua vita è il tuo caro amico e collega Giuseppe Oppedisano. Come vi siete incontrati?
Ci siamo conosciuti grazie a un provino per un film Horror. Lui mi telefonò, (un'amica comune le diede il mio numero di telefono) venne a casa mia, suonò e quando aprii la porta mi ritrovai il sosia di Vittorio Mezzogiorno, attore che amavo e ammiravo. Iniziammo a provare le battute del film che erano in inglese, provammo prendendoci in giro per i nostri errori e da lì nacque una forte amicizia che ancora dura da più di dieci anni.

Condividiamo l’amore per il vintage, le poesie di J.keats e i gatti! La tua attrice preferita invece chi è?
"Sicuramente la grande Marylin Streep, un donna che non ha paura di invecchiare o di presentarsi alla notte degli Oscar con un abito non troppo raffinato. Ha troppa consapevolezza di sé".

Un film che ti è rimasto nel cuore?
Ce ne sono diversi. “Una strega in paradiso”, per esempio.”

Il pomeriggio continua fra chiacchiere e uno spritz anche finita la puntata di Pantarei.

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