La macchinazione di David Grieco è il nuovo film su Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri. Nel 2015, in memoria dell'anniversario della sua morte (2 novembre 1975), sono state prodotte numerose opere teatrali, cinematografiche, letterarie, sono state rimesse in scena le sue e aperti diversi concorsi a suo nome. In questo gran polverone però pochi hanno affrontato fino in fondo il personaggio politico che lui era, cercando la verità tra storia e romanzo.

David Grieco che Pasolini lo conosceva, avendo collaborato con lui per diversi anni, quando finalmente decide di parlarne lo fa fino in fondo, non alludendo, ma dichiarando, non raccontando ma mostrando. La macchinazione è un film in cui Pasolini è presente non solo come soggetto della storia: è regista, consigliere, visione. Grieco ricalca la filosofia dell'intellettuale nello scegliere una recitazione sporca, con attori alla prima esperienza, nell'usare molti primi piani e dettagli, nell'ascoltare le inclinazioni dei suoi attori.

Libero Di Rienzo racconta che lui aveva letto solo la sceneggiatura che riguardasse il suo personaggio, ignorando cosa sarebbe successo. In una scena allora, quando vede entrare un nuovo personaggio si domanda chi fosse. Era il capo del gruppo malavitoso e lui reagisce proprio come avrebbe reagito Antonio, inconsapevole, decontestualizzato, e Grieco tiene quella parte, vera, reale, nel film.

Dopo aver rifiutato di collaborare al film di Abel Ferrara perché incentrato sulla vita sessuale di Pasolini, Grieco scrive la sua sceneggiatura dell'ultima settimana vissuta dall'intellettuale, mettendo a fuoco il suo impegno politico e il suo punto di vista visionario. Pasolini guardava l'Italia con gli occhi del futuro, intuiva cosa stesse succedendo e voleva dargli voce. Si presta a scrivere Petrolio, in una trance da scrittore, le parole si scrivono da sole, mentre ha la possibilità di leggere una copia di Questo è Cefis (1972) ,di uno scrittore anonimo, che delinea la figura di Eugenio Cefis, libro tolto dal commercio e riapparso solo nel 2010. Introdurrà parti del libro in Petrolio usando lo pseudonimo Troya per Cefis, perché la verità venga alla luce e la magistratura ne indaghi.

Intanto è in produzione Salò e le 120 giornate di Sodoma, le cui copie vengono rubate.

In questo periodo Pasolini conosce Pino Pelosi (Alessandro Sardelli), ragazzo di borgata, amico di piccoli criminali legati alla Banda della Magliana e alla P2 (Propaganda 2).

Sono diversi fatti, che se legati tra loro, aprono la strada alla macchinazione della morte di Pasolini, il quale iniziava a sentire puzza di bruciato, ma nel film, stanco di lottare contro i mulini a vento, percorre coraggiosamente la strada verso l'Idroscalo di Ostia, per il suo omicidio.

Denunciare un'ingiustizia in Italia non è semplice, tanto la corruzione corrode ogni ambiente, ogni piano. In Macchinazione vediamo come il più basso membro della scala sociale complotti, consapevole o meno, con il politico del senato, tutti sono stretti insieme e complici.

Grieco ci ricorda che le morti degli anni 70 corrispondono a quelle delle Torri Gemelle, ma pochi lo sanno.

Questo film al di là delle sue potenzialità cinematografiche andrebbe visto per conoscenza storica, come italiani e persone. Basti ricordare che i Pink Floyd hanno accordato di far usare le proprie canzoni come colonna sonora in onore a Pasolini.

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