In un'era in cui il mondo reale e quello virtuale iniziano a fondersi in una nuova realtà sociale "bifronte", le peculiarità e le problematiche delle rispettive parti si fondono e si scontrano, ricadendo a volte dall'altra parte. Cellulari, computer e tablet, sono diventati delle interfacce grazie alle quali è stato possibile abbattere incredibili distanze reali, costruendo ponti virtuali. Tuttavia nel tentativo di plasmare questo mondo digitale, fondendolo nell'ultimo decennio con la realtà quotidiana, abbiamo purtroppo portato con noi anche alcuni dei più comuni problemi della nostra società. In particolare il web si è dimostrato la casa ideale per i comuni atti di bullismo, di cui maggior parte delle vittime sono le e gli adolescenti di oggi.  Un fenomeno che grazie al proliferare dei social è diventato una vera e propria macchia nera del web, prendendo il nome di cyberbullismo. Persone, società online ed enti pubblici ancora oggi si interrogano su come si possa arginare un fenomeno difficilmente controllabile già nel mondo reale.

Nel cercare una risposta, almeno qui in Italia, si sono riunite le Commissioni di Giustizia e Affari sociali, avviando un'audizione con esperti di settore in merito all'esame di alcune proposte di legge contro il fenomeno del cyberbullismo. Tra le personalità invitate, le Commissioni della Camera hanno sentito anche l'Head of Public Policy di Facebook Italia, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Milano e il Procuratore aggiunto della Repubblica per il Tribunale di Roma. Durante le audizioni sono state inoltre sentite le associazioni che ben conoscono il mondo dei più giovani, come Save the Children Italia e Telefono Azzurro. Parallelamente il Moige al fianco della azienda di tecnologia Samsung, ha avviato un progetto in 2.000 scuole italiane par parlare proprio di cyberbullismo. L'iniziativa è partita questa settimana dagli istituti di Grignasco, Milano, Roma e Vogogna, per poi continuare nel 2016. Per fare questo gli psicologi del Moige hanno creato dei kit speciali contenenti schede informative sul contrasto al cyberbullismo.

Fa certamente pensare il fatto che a oggi oltre un quarto degli atti di bullismo avvenga sulla rete. Il mondo digitale, infatti, garantisce protezione, rapidità e anonimato ai bulli del nuovo millennio. Poco importa la codardia nel non metterci la faccia quando la rete ti permette di aggredire qualcuno senza rischiare eventuali ripercussioni. Il mondo virtuale inoltre ha dato la possibilità ai bulli di riunirsi in veri e propri gruppi, arrivando a coalizzarsi in cinque, dieci o addirittura venti persone, contro un singolo individuo. L'attacco poi si amplifica, sfruttando gli strumenti del social, diventando di pubblico dominio ed esponendo ancor di più le vittime a ulteriori colpi. Tutto questo alla fine porta a chiederci come poter controllare e regolamentare gli strumenti e le opportunità messi a disposizione della rete. Forse però la risposta non è nel web, ma nella nostra civiltà. Internet e i social network si limitano soltanto a eseguire i comandi che vengono digitati. Se una bella macchina esce fuori strada e si rovina, la colpa non è dell'auto ma di chi la guida. 

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