La Disney presenta una nuova eroina: Vaiana. Una coraggiosa adolescente che mette al repentaglio la sua vita, per salvare il suo popolo.

La sua tribù nell’Oceano Pacifico aveva i più grandi navigatori, finché qualcosa non accadde che li relegò sull’isola. Nessuna nave prende più il largo e la tranquillità sembra regnare in quel piccolo paradiso. Ma una nuova sciagura si sta abbattendo su di loro: il cibo comincia a scarseggiare, i pesci non ci sono più. Vaiana sente il richiamo dell’Oceano e seppure il padre è contrario a chiunque voglia salpare, la nonna è dalla sua parte e l’aiuterà a capire chi è e qual è il suo destino.

Il semidio Maui ha rubato qualcosa che deve restituire, la piccola Moana riuscirà a convincerlo?

Una storia di formazione che ci ricorda la grande forza dei più piccoli e che seguire il proprio cuore è sempre la scelta giusta.

Il viaggio di Vaiana è alla scoperta della propria identità che vive nelle origini e tradizioni del nostro popolo, racchiuse nella natura. Si esplora la natura umana, fatta di sentimenti e ragione, e la Natura del Pianeta, nella quale si può trovare la Bellezza pura e autentica.

Un forte messaggio nel secolo del progresso, in cui la tecnologia rischia di rovinare la Terra, in cui l’uomo pensa di poter vivere senza.

Accompagnato da un’animazione d’avanguardia, curata nei minimi dettagli, dove sembra di poter toccare con mano la scenografia e i personaggi. Fino a rimanere sbalorditi dalla potenza visiva del personaggio della Natura, buono o cattivo a seconda di come viene trattato.

Oceania ci ricorda che ciò che abbiamo è il risultato delle nostre scelte e le cose possono essere benevole o malevoli in base a come ci rapportiamo e al rispetto che nutriamo.

I registi Ron Clements e John Musker hanno incontrato abitanti delle Isole Fiji,  da un’idea nata circa 5 anni fa, si sono recati sul posto e hanno messo insieme ricordi, mitologia e arte. Ne evince un’impeccabile ambientazione e riproduzione delle tribù dell’Oceano Pacifico, con riferimento ai loro riti e alle credenze che a volte sono in bilico tra reale e magico, tra visibile e invisibile. Ne prende spunto il personaggio di Nonna Tala, che sembra la pazza del villaggio, ma in realtà è colei che crede nell’impossibile. Questo spesso spaventa e allontana, soprattutto chi nella civiltà ripone ogni risposta razionale. Ne viene fuori anche l’umanizzazione dell’Oceano, che parla a Vaiana, le si palesa come un’onda-spiritello e la aiuta nella sua avventura.

La colonna sonora è stata realizzata dal compositore Lin-manuel Miranda, Mark Mancina e Opetaia Foa’i. Dai registi di La Sirenetta, La Principessa e il Ranocchio e Aladdin ci aspettiamo che la musica abbia un posto d’eccezione, come d’altronde accade nella maggior parte dei cartoni animati Disney, vicini al musical. Così accade anche con Oceania, in cui i personaggi si raccontano cantando, lottano e prendono le loro decisioni accordandosi al suono degli strumenti. Peccato che nella traduzione italiana di Rocco Hunt e Sergio Sylvestre si dà molto spazio al senso del testo, perdendone in musicalità. Uno dei drammi maggiori del doppiaggio.

Un film che porta avanti la tradizione Disney, che insegna a bambini e adulti a cercare le risposte dentro di sé e non fuori e che ha portato avanti delle intuizioni geniali.

Un ottimo film da vedere nelle festività natalizie, con la propria famiglia, nel tepore del cinema, lasciandosi alle spalle il resto.

Leave a comment