L’associazione Libera di Don Luigi Ciotti, ha organizzato dal 23 al 26 ottobre a Roma “Contromafie, gli stati Generali dell’antimafia”, l’appuntamento, giunto alla sua terza edizione e rivolto al movimento antimafia internazionale. Quattro giorni d’incontri volti allo studio, all’approfondimento e al confronto d’idee e percorsi che hanno fatto il punto sulla situazione attuale dell’antimafia civile, situazione molto diversa rispetto all’edizione passata che si è svolta ormai cinque anni fa.
Oltre a parlare, i tremila partecipanti hanno soprattutto lavorato attivamente per presentare delle nuove proposte ai legislatori. Relatori e pubblico hanno intavolato discussioni, ascoltato testimonianze, preso coscienza di quello che può essere la mafia e di quello che invece, dovrebbe essere la nostra società.
Non sono mancati seminari con la partecipazione anche di giornalisti, attivi nell’informazione e nella divulgazione delle notizie legate alle vicende. Importanti anche i gruppi di lavoro nei quali sono stati divisi i giovani per esprimere al meglio le proprie esigenze. Tra queste è spiccata la mancanza di comunicazione. I giovani presenti hanno lamentano un’asettica lettura all’informazione e chiedono che questa sia colmata attraverso una corretta educazione.
Dalle discussioni e dalle richieste dei giovani, che si sono trovati lì, è emerso impegno, influenzato sicuramente anche dall’associazione Libera. Le parole espresse dallo stesso LuigiCiotti spiegano bene le necessità impellenti per la società odierna: “Bisogna cambiare da se stessi per poter cambiare le cose”.
L’impegno dei magistrati all’interno delle aule di giustizia alla ricerca della legalità, coordinata all’esterno da chi si occupa ad insegnare il riappropriarsi di questa anche nella vita quotidiana è la battaglia che insieme s’intende fare. “Ragazzi, vi prego, non chiediamo alla politica e alle istituzioni di fare la loro parte, se noi non facciamo la nostra”, sono state le esortazioni di Don Ciotti “e naturalmente”, ha aggiunto, “non a parole, ma con i fatti”.
“E’ troppo cresciuta un’antimafia fatta di parole, conformista, che si accontenta delle verità ufficiali
”, sono ancora le parole del presidente di Libera, che ammette addirittura la presenza di parolai all’interno della sua stessa associazione. Quello che serve è l’azione, racchiusa in tre parole “continuità, condivisione e corresponsabilità”.

Leave a comment