Dal 12 al 29 novembre 2015 il teatro Vittoria ha ospitato Un marito ideale di Oscar Wilde, con la regia e l'adattamento di Roberto Valerio.

Interpretato da Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Pietro Bontempo, Alarico Salaroli, Chiara Degani e Luca Damiani, lo spettacolo ha presentato una versione fedele all'originale, dando spazio all'ironia e alla satira, con intrecci amorosi e segreti politici. I protagonisti sono i borghesi inglesi, raccontati dal punto di vista di un autore che li conosceva, ma con cui non si univa. Lo stesso Wilde è stato rappresentato, come conferma il regista in un'intervista, da Lord Goring. Un uomo al di sopra di tutto, perché tutto comprende, ma nulla lo lega. Egli vive apparentemente del futile, grande festaiolo, amante delle conversazioni, della lettura e dei piaceri, si tiene ben lontano dal lavoro e dalla vita politica. Nelle sue osservazioni ironiche si nasconde però un attento sguardo analitico, che giustifica le sue scelte e non le lascia alla superficialità del suo comportamento.

Vero protagonista della vicenda è Sir Robert Chiltern, interpretato dallo stesso regista, che si è avviato alla politica grazie a un compromesso, cercando poi di dimenticarlo. All'apice della sua carriera sarà una donna, Mrs Cheveley a fargli ricordare il segreto di Stato che ha venduto da giovane e gli propone un nuovo accordo per mantenere il silenzio. Intanto Robert si è sposato con Lady Gertrude Chiltern, che incarna tutti i valori puritani dell'epoca e crede che il marito sia un perfetto uomo e politico: leale, onesto e fedele.

Dalla relazione dei bisogni personali dei personaggi e l'esigenza di non perdere l'equilibrio organico familiare e sociale cercheranno di trovare soluzioni, finchè non sarà proprio Lord Goring, il più lontano dalla serietà, a risolvere la situazione; impedendo a Mrs Cheveley di poter ricattare Mr Chiltern e insegnando a Lady Chiltern che la natura non è perfetta e tutti prima o poi commettono degli errori e vanno perdonati.

 

La resa scenica, a cura di Carlo Sala, si è composta su pochi elementi. Un tavolino e una sedia a rappresentare il luogo privato del ragionamento e della decisione, un tavolo con le sedie e la theiera, il luogo di incontro, confronto e proposte. Poi sullo sfondo un grande pannello costituito da unità movibili che modulano la luce, l'atmosfera e il cambio d'ambiente e di situazione. La semplicità garantisce al pubblico la chiarezza, aiutati dalla maestria delle scelte tecniche della luce e della musica su cui viene gestito il ritmo del dialogo, reso sia nel parlato che nel canto, e dei movimenti coreografici.

Roberto Valerio ha usato effetti filmici, come l'analessi, l'opera inizia infatti con gli inchini degli attori, riavvolgendosi fino al momento cruciale da cui è scaturita la vicenda. O la prolessi, usata da Lord Goring per raccontare un accaduto a Lady Chiltern.

 

Un'opera che ci permette di entrare a contatto con il mondo wildiano integrato alle scelte originali di Roberto Valerio, dando la possibilità di divertirsi e meditare al rapporto tra politica e morale e quanto l'ambizione personale conti più dell'amore.

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